Nuove grane per la famiglia nel bosco e questa volta non per le note questioni legate all’affidamento dei figli. Cosa è successo.
Si torna a parlare della ormai “famosa” famiglia nel bosco e non solo per quella che sarà la loro nuova dimora. A generare grande attenzione sono stati alcuni episodi avvenuti in questi giorni legati a diversi turisti che i sarebbero avvicinati a Catherine e Nathan alla ricerca di un selfie o un autografo. Episodi che avrebbero reso necessario persino l’intervento delle forze dell’ordine.

Famiglia nel bosco: l’attenzione dei curiosi
Stando a quanto ricostruito da diversi organi di stampa e confermato anche da alcune pagine social che hanno riportato le parole dei diretti interessati, la famiglia nel bosco è stata letteralmente presa d’assalto da turisti e curiosi che hanno chiesto a Catherine e Nathan in vari giorni selfie e autografi. Un’attenzione che non sarebbe affatto piaciuta ai due genitori che hanno vissuto senza dubbio mesi molto difficili a livello personale.
L’appello di Catherine e l’intervento della polizia
A conferma della delicata situazione, anche un appello che Catherine avrebbe fatto alle persone: “Carissima Italia, siamo profondamente commossi e onorati dall’ondata di sostegno e dal continuo desiderio reciproco di riunire i nostri meravigliosi figli. Siamo anche estremamente grati per il supporto al mio libro e al messaggio che trasmette. Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni e vi chiediamo, gentilmente, di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno per ritrovare la forza per i nostri figli”, hanno fatto sapere i due genitori sui social tramite alcune pagine Facebook.
La richiesta è semplice: basta turisti, basta curiosi. “La nostra casa è un rifugio sicuro, fonte di guarigione e rinascita”. Ad alimentare questa attenzione verso la coppia sarebbe stato il libro scritto dalla donna.
I coniugi, in una di queste circostanze con fan e curiosi, si sarebbero trovati anche a chiedere l’intervento della polizia. A raccontarlo è stato il sindaco Giuseppe Masciulli all’ANSA, spiegando che i due abbiano chiamato la polizia municipale “perché c’erano persone che facevano riprese con il drone”. Non solo. Ci sarebbero “persone che vanno a scattare foto, che hanno chiesto un selfie, persone che hanno chiesto una copia del libro. Addirittura una persona è entrata nella proprietà e ha fatto un video. Dov’è il rispetto per due genitori che stanno patendo pene tremende? Lasciamoli in pace!”, ha detto il primo cittadino.